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Patologie \ Osteoporosi Maschile

Osteoporosi Maschile


L'osteoporosi maschile è una condizione comune, clinicamente importante, ed ancora ampiamente sottostimata.

Una condizione comune: circa il 25-30% delle fratture di femore si verifica nell'uomo. Il progressivo invecchiamento della popolazione si traduce in un aumento dell'incidenza globale e dei costi sanitari, come recentemente dimostrato anche nel nostro Paese.

Una condizione clinicamente importante: la mortalità associata a fratture è superiore nell'uomo rispetto alla donna, raggiungendo il 30% un anno dopo frattura di femore.

A fronte di questi dati, la consapevolezza del problema è ancora scarsa, e anche nei casi conclamati (frattura di femore), la percentuale dei pazienti che ricevono un trattamento adeguato è marcatamente minore rispetto alla popolazione femminile.

Oltre ai casi conclamati, l'osteoporosi deve essere sospettata nell'uomo nel caso di una riduzione di altezza (associata o meno a ipercifosi dorsale), suggestiva di fratture vertebrali, e in presenza di specifici fattori di rischio. Questi ultimi, inoltre, vanno sempre ricercati in tutti i casi in cui sia stata posta diagnosi di osteoporosi sulla base dei dati densitometrici e/o dell'evidenza di fratture spontanee o conseguenti a traumi non efficienti. Va sottolineato come l'osteoporosi maschile possa definirsi secondaria in una percentuale fino al 70% dei casi; le cause più comuni sono la terapia glicocorticoide sistemica, l'ipogonadismo e l'alcolismo.

L'approccio terapeutico nell'ostoporosi maschile includerà sempre la raccomandazione di appropriate modifiche dello stile di vita (cessazione del fumo, limitazione del consumo di alcolici, esercizio fisico) ed un adeguato apporto di calcio e vitamina D, nonché la terapia delle patologie associate.


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